Il Kintsugi, l’arte giapponese che recupera gli oggetti rotti

Gli oggetti rotti acquistano un nuovo valore, grazie alla tecnica del Kintsugi

Il Kintsugi, o Kintsukuroi, è un’antica tecnica artistica giapponese che consiste nel riparare gli oggetti frantumati, in particolare vasellame, come ciotole e vasi, utilizzando l’oro, l’argento liquido oppure la lacca di polvere d’oro. Il prezioso metallo viene quindi utilizzato per saldare insieme i frammenti rotti dell’oggetto.

Questa particolare tecnica orientale, tende ad accentuare e valorizzare la rottura invece che nasconderla, onorando la storia vissuta dall’oggetto.
La casualità della frantumazione del materiale, che sia ceramica o terracotta, rende ogni oggetto riparato unico ed irripetibile, caratterizzato da linee preziose casuali.

Cosa significa Kintsugi?

Il significato del Kintsugi si basa sull’idea che da una ferita o da una cicatrice, possa nascere un perfezionamento estetico ed interiore. Questo termine nasce in Giappone nel quindicesimo secolo, ed è formato da due parole, Kin che significa “oro” e Tsugi traducibile in “riparazione”, indica quindi l’arte di riparare un oggetto utilizzando l’oro.

Il Kintsugi nell’era moderna

La collezione Kintsugi di Seletti

Seletti, iconico brand made in Italy, riconoscibile per il suo stile eclettico ed originale, ha integrato la tecnica Kintsugi in una nuova collezione presentata alla “Maison Et Objet 2018” ideata da Marcantonio Raimondi Malerba. Questa affascinante collezione propone delicate porcellane con forme contemporanee, impreziosite con elegantissimi dettagli in oro 24 carati che evidenziano l’imperfezione. Tazzine, ciotole, vassoi, tazze e piatti da portata in porcellana bianca, arricchiti da alcuni dettagli floreali e naturali. I piatti, oltre ad essere bellissimi da presentare a tavola in occasione di una cena importante, li vedrei benissimo appesi al muro per decorare una parete!

Collezione Kintsugi by Seletti

Collezione Kintsugi by Seletti

Tomomi Kamoshita e il riciclo creativo

Tomomi Kamoshita offre un altro interessante esempio di come il Kintusugi si possa adattare e trovare spazio nell’era moderna. Ceramista di Tokyo, Tomomi recupera frammenti di ceramica trovati sulle spiagge giapponesi per poi saldarli insieme con la pasta d’oro ottenendo meravigliosi porta bacchette unici nel loro genere. La sua attività ha iniziato ad avere un grande successo, dandole la possibilità di esporre le proprie opere a New York alla Ronin Gallery, nella mostra “Contemporary Talents of Japan”. Le sue opere dimostrano il duplice uso del Kintsugi: in primis quello di riparare le ceramiche rotte trasformandole in oggetti funzionali, poi quello di creare oggetti totalmente nuovi con pezzi rotti di ceramica.

Tomomi Kamoshita creazioni Kintsugi

Tomomi Kamoshita creazioni Kintsugi

Elementi d’arredo Kintsugi

L’influenza del Kintsugi arriva fino in Australia grazie ad Anomaly, un collettivo di designers che ha ideato una splendida collezione di vasi. Per ogni singolo vaso gli inserti dorati fungono come unione di due materiali generalmente in contrasto: il legno e il cemento.

Vasi Kintsugi by Good Design

Vasi Kintsugi by Good Design

E’ davvero semplice mettere in atto questa tecnica orientale a casa; per praticare il Kintsugi fai da te e riparare un oggetto frantumato vi serviranno solo pochi elementi. Il colore dorato potrà essere riprodotto adoperando la foglia d’oro oppure la vernice dorata; elementi facilmente reperibili in commercio a prezzi economici.
A chiunque è capitato almeno una volta di rompere un piatto, una ciotola piuttosto che un vaso. Non resta che provare a rimediare utilizzando la tecnica Kintsugi e ottenere un nuovo oggetto impreziosito da un intreccio di linee dorate uniche e particolari!

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